TUMORI MALIGNI DEL FEGATO E DELLE VIE BILIARI

EPATOCARCINOMA (HCC)

È il più frequente http://campingnavarrete.com/?samogonuyaparat=getaria-citas-en-linea&296=f2 tumore maligno del fegato ad origine primaria; i principali fattori di rischio per la sua insorgenza sono le http://parketypodlahy.cz/3777-dtcz16040-jak-se-dnes-seznámit.html malattie croniche del fegato di diversa origine quali ad esempio le como conocer gente yahoo epatiti virali, la conhecer pessoas novas whatsapp cirrosi, la steatosi epatica e molte altre condizioni sempre più comuni come l’obesità, il diabete, il fumo, il consumo cronico di alcool.

QUALI SONO I SINTOMI DELL’EPATOCARCINOMA?

L’epatocarcinoma si può manifestare, a seconda della sede o estensione di malattia, con segni e sintomi aspecifici e di diversa natura per i quali è sempre necessario ricorrere ad un parere medico. Tuttavia è spesso asintomatico e viene in molti casi diagnosticato incidentalmente in corso di esami per altra causa, oppure è individuato in corso di esami eseguiti ad intervalli programmati nei casi noti di portatori di una o più condizioni di rischio per la sua insorgenza. In questo senso è utile ricordare come sia ancora molto alto il numero di persone sul territorio che non è indirizzato o non si sottopone ai dovuti controlli, aumentando le possibilità di diagnosi tardiva e in fase avanzata del tumore.

COME SI DIAGNOSTICA L’EPATOCARCINOMA?

Lo studio e la stadiazione dell’epatocarcinoma sono possibili attraverso molte tecniche radiologiche; le principali sono rappresentate dalla ecografia addominale, dalla tomografia computerizzata (TAC) e dalla risonanza magnetica (RMN).
Livelli alterati nel sangue di un marcatore tumorale chiamato alfa-fetoproteina (AFP) possono essere riscontrati in molti casi di HCC, tuttavia l’AFP non è un indice diagnostico di valore assoluto potendo essere alterato anche in assenza di HCC o risultare normale in presenza di HCC.

Le caratteristiche tissutali del tumore (verificate su biopsia del nodulo o sullo studio del tumore dopo che è stato asportato) sono variabili e ne indicano la aggressività biologica e il rischio di recidiva o di progressione della malattia. Esiste una variante (HCC fibrolamellare) a progressione più lenta, come esistono forme più indifferenziate e invasive fino alle forme miste (cosiddetto epato-colangiocarcinoma).

COME SI CURA L’EPATOCARCINOMA?

L’inquadramento e la cura dell’epatocarcinoma sono molto variabili e dipendono dalla sede ed estensione del tumore oltre che dalle condizioni del paziente. Può essere soggetto a trattamenti di tipo chirurgico (dalla resezione epatica al trapianto di fegato), trattamenti radiologici di varia natura (termoablazione e alcolizzazione percutanea), chemio e radioembolizzazione intraarteriosa (TACE, TARE), radioterapia convenzionale o terapia farmacologica.

 

In questo senso è fondamentale che la valutazione di ogni singolo caso avvenga in ambito di alta specializzazione, che sia multidisciplinare e che avvenga in Centri dove è possibile disporre del più ampio spettro di cure possibili.

 

Preme ricordare che, quando il tumore è diagnosticato nelle fasi iniziali e dove sia possibile rispetto alle condizioni del paziente, il trapianto di fegato rappresenta ancora oggi la cura a migliore prospettiva di sopravvivenza a lungo termine dell’epatocarcinoma.
tumori maligni fegato

COLANGIOCARCINOMA

Il colangiocarcinoma è un tumore maligno che origina dall’epitelio delle vie biliari sia internamente al fegato (colangiocarcinoma intraepatico) che nelle vie biliari extrapatiche (colangiocarcinoma extraepatico). Il colangiocarcinoma extraepatico si può localizzare in prossimità o alla biforcazione delle vie biliari (tumore di Klatskin) o nella porzione più distale della via biliare, nel suo tratto intrapancreatico.

In altri casi il colangiocarcinoma origina direttamente dalla colecisti.

È il secondo tumore epatico primario maligno per incidenza ed è spesso associato ad alcune condizioni di rischio note quali la cirrosi biliare e la colangite sclerosante primitiva, calcolosi cronica delle vie biliari e della colecisti, le malformazioni cistiche delle vie biliari (malattia di Caroli).

QUALI SONO I SINTOMI DEL COLANGIOCARCINOMA?

I segni e sintomi del colangiocarcinoma cambiano a seconda della sede e della estensione della malattia. Può essere sintomatico o dare segni legati alla presenza di una massa all’interno del fegato oppure può dare ittero, prurito e colangiti quando ostruisce le vie biliari. Spesso dà segni di sé solo negli stadi più avanzati di malattia.

COME SI DIAGNOSTICA IL COLANGIOCARCINOMA?

La diagnosi strumentali si affida alla ecografia addominale, alla TAC e alla colangio-risonanaza-magnetica (colangioRMN); in alcuni casi è richiesta una endoscopia della via biliare (ERCP) o una biopsia della lesione.

COME SI CURA IL COLANGIOCARCINOMA?

Dove è possibile per condizioni del paziente e per lo stadio di malattia, la chirurgia rappresenta il trattamento di scelta. I pazienti che non possono essere trattati chirurgicamente al momento della diagnosi vengono sottoposti alle cure sintomatiche e inviati a un programma di chemioterapia. In alcuni casi di risposta efficace alle terapie farmacologiche, la resezione epatica può essere presa nuovamente in considerazione.
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TUMORI MALIGNI SECONDARI DEL FEGATO O METASTASI EPATICHE

I tumori maligni secondari del fegato sono lesioni tumorali che hanno raggiunto il fegato a partenza da un tumore primitivo di un altro organo come il colon-retto, lo stomaco, la mammella e molti altri. Il fegato è un organo spesso interessato dalla comparsa di metastasi tumorali per la sua posizione e per la sua funzione di filtro della circolazione addominale. I tumori metastatici del fegato sono frequenti e più numerosi degli stessi tumori epatici primitivi. Le neoplasie che più facilmente danno metastasi al fegato sono i tumori del colon-retto, stomaco, esofago, pancreas, rene, polmone, mammella e pelle (melanoma).

QUALI SONO I SINTOMI DEI TUMORI MALIGNI SECONDARI DEL FEGATO?

Le metastasi al fegato sono spesso asintomatiche. Secondo il numero e dimensioni raggiunto dai noduli, possono manifestarsi segni e sintomi legati alla massa tumorale stessa, alla compressione o infiltrazione di vasi sanguigni e dotti biliari; nei casi più avanzati si assiste al peggioramento delle condizioni generali del paziente con perdita di peso e forze e perdita stessa di funzione del fegato. È fondamentale per chi è stato sottoposto ad intervento per un tumore potenzialmente metastatico al fegato, eseguire controlli periodici nel tempo secondo le indicazioni dello specialista, essendo possibile la comparsa di metastasi al fegato anche a distanza dalle prime cure.

COME SI DIAGNOSTICANO I TUMORI MALIGNI SECONDARI DEL FEGATO?

La diagnosi dei tumori secondari del fegato prevede lo studio eco addome, TAC o RMN, PET-TAC (tomografia ad emissione di positroni) per lo studio dettagliato del tipo e numero di lesioni. In alcuni casi si rende necessaria una biopsia per la esatta diagnosi o per test genetici e molecolari, utili alla scelta delle terapie farmacologiche. Se non è ancora individuato il tumore primitivo, si aggiungono le indagini necessarie in merito. Alcuni marcatori tumorali dosabili nel sangue (CEA, CA 19.9) sono di ausilio diagnostico o utili in corso di follow up per una possibile diagnosi di recidiva tumorale.

COME SI CURANO I TUMORI MALIGNI SECONDARI DEL FEGATO?

La prognosi e cura delle metastasi al fegato dipende da molti fattori quali il tipo di tumore primitivo che le ha generate, il numero e le dimensioni dei noduli, le condizioni generali del paziente e lo stato del fegato. Le cure possibili sono quindi di tipo chirurgico, radiologico, chemioterapico, radioterapico, da sole o combinate, a seconda dei diversi casi. Oggi, i progressi ottenuti nei diversi ambiti e le attuali tecniche e terapie, permettono in linea generale di affrontare le metastasi al fegato con maggiori probabilità di risposta alle cure rispetto al passato.

È fondamentale dunque una valutazione di tipo multidisciplinare presso un Centro di alta specializzazione con il più ampio spettro di cure a disposizione.

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